Progettato per essere completamente autosufficiente dal punto di vista energetico, il progetto riflette una crescente ricerca di un’architettura essenziale: spazi ridotti allo stretto necessario, dove paesaggio,struttura e utilizzo trovano un equilibrio stabile.
L’intervento si è concentrato sulla salvaguardia delle strutture esistenti attraverso operazioni puntuali di consolidamento, miglioramento della risposta statica e recupero delle tecniche costruttive tradizionali, mantenendo la leggibilità stratigrafica del complesso e rispettandone i caratteri tipologici e formali.
Il nuovo progetto riguarda due padiglioni destinati all’accoglienza di attività di benessere fisico e mentale. Le mura antiche diventano il cuore dello spazio generando una tensione potente tra passato e presente. Questo dialogo diventa un invito a rallentare, a sostare e riconnettersi.
ll progetto ha alla base un’innovazione tecnologica generale con un sistema impiantistico autosufficiente e, attraverso la biofilia, mira a creare nuovi spazi abitativi e modalità di vivere e di incontro puntando a un futuro più sostenibile, vivibile a misura d’uomo.
Questo progetto nasce dall’esigenza di aggiungere un’opzione di mobilità verde all’interno del campus del Politecnico di Milano.
Nel cuore del progetto, una scoperta preziosa: le opere di Gio Pomodoro e Jonathan Guaitamacchi custodite all’interno del Dipartimento. Da qui l’idea di generare un dialogo tra arte, architettura e scienza, ispirandoci alla Galleria del Vento.
La nuova configurazione spaziale si articola in un ampio open space pensato per favorire la condivisione, l’interazione e la concentrazione, rispondendo alle esigenze di una comunità accademica in costante evoluzione.
Un progetto che nasce dal suono e si traduce nello spazio. Il concept si ispira alla propagazione del suono, che diventa gesto progettuale e si riflette nel pavimento, arricchito dai colori aziendali e pensato per guidare e connettere gli ambienti.
Villa Mati racconta una trasformazione: non una sovrascrittura, ma un ascolto. Il progetto parte dal riuso consapevole, liberando i volumi dalle superfetazioni del passato e restituendo alla casa la sua essenza più autentica.
L’intervento ha la volontà di configurarsi come lo start per una riqualificazione estetica dell’area. Il risultato è una casa monofamiliare su due livelli, per un totale di 135 metri quadri.
Un palazzo storico sulla Piazza Duomo di Taormina è al centro di un intervento che unisce restauro e riqualificazione.
Caminadella: da casa di ringhiera a spazio abitativo pensato al presente.
Siamo nel centro storico di Catania. Durante le demolizioni, la pietra lavica e i mattoni antichi hanno rivelato la loro voce: un’ossatura viva, resistente, piena di memoria.
Il ritorno a casa, portando con sé un’estetica precisa: quella delle case milanesi degli anni ’70 e ’80, con le loro atmosfere sofisticate e senza tempo.
ZOE Apartment: da barriera a spazio di luce.
Partendo da una geometria penalizzata, si è realizzato un progetto di ristrutturazione dell'intero appartamento ottimizzando l’area che conteneva uno scomodo pilastro.
Situata nel cuore della città di Catania, la galleria è stata oggetto di un totale restyling interno.
La Casa PL, con la sua terrazza affacciata sui tetti della città di Catania, ha influenzato il carattere della ristrutturazione realizzata per una giovane coppia.
L’appartamento di 65 mq rispecchia le esigenze funzionali-emozionali del committente: riportare l’atmosfera siciliana dentro uno spazio privato milanese.
Palestra Lupo interpreta la problematica della globalizzazione e delle pressioni demografiche tramite un melting-pot culturale fatto di condivisione, ospitalità, conoscenza e libertà.